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TECNICA E TATTICA - allenare il giocatore e la squadra

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POSSESSO DI PALLA NEL 3-4-3

Tesi presentata al termine del Corso Master 1994/95 per l'abilitazione ad allenatore professionista di prima categoria (di Giampiero Ventura)

Avrei potuto scegliere altri titoli e quindi altre tematiche sviluppandole attraverso materiale esistente, il tutto con definizioni e considerazioni tratte da testi didattici di metodologia dell'allenamento tecnico-tattico del calcio. Ho preferito invece scegliere questo argomento che traduce in sostanza il mio modo di vedere e di interpretare il gioco del calcio per dare un mio personale contributo al suo sviluppo attuale e futuro. Ho intenzione quindi di esporre semplicemente motivazioni e principi di un innamorato del nostro sport tralasciando concetti pedagogici o altro. La mentalità che guida la mia interpretazione del gioco del calcio finalizzata alla produzione di uno spettacolo sportivo di alta qualità, del quale godere io stesso. Parto dal presupposto comune a tutti gli sport di squadra, la cui peculiarità fondamentale quella di porre il giocatore, che partecipa con un'azione individuale o in collaborazione con i compagni, nelle condizioni di poter nel più breve tempo possibile valutare e risolvere le variabili delle situazioni di gioco, sviluppando al tempo stesso le proprie doti e capacità. La mia proposta tende a produrre un calcio di tipo "attivo" poiché tende a costruire una mentalità di tipo costruttivo nel complesso gruppo-squadra, facendo leva sulla volontà principale di protagonismo sportivo: "più gestisco, più determino". L'abilità nella gestione del possesso di palla, con il fine di determinare il gioco, mette nelle condizioni più favorevoli la nostra squadra per fare risultato. Oltre a questi aspetti di tipo psicologico, ci sono altri principi che mi spingono ad incentivare e sviluppare il possesso di palla: 1) attraverso il possesso di palla possiamo e dobbiamo raggiungere lo scopo di ottenere in ogni zona del campo la superiorità numerica. 2) Abituare ogni giocatore a saper decidere nel pi breve tempo possibile la soluzione di gioco pi vantaggiosa. 3) La parte fondamentale del lavoro deve essere indirizzata per abituare il possessore di palla e i propri compagni alla creazione e allo sfruttamento degli spazi liberi. 4) Questo significa saper valutare la propria posizione in rapporto al pallone tenendo conto dell'atteggiamento di compagni e avversari. 5) Riuscire ad abituare i giocatori a pensare ed agire in funzione del collettivo. Lo scopo finale non solo di poter sviluppare il possesso di palla in funzione delle tematiche tattiche da adottare, cosa che rappresenta un indubbio vantaggio per la squadra, ma anche di arrivare ad un tale grado di automatismo nel realizzarlo da sembrare un comportamento dettato da talento naturale; ne deriverà un vantaggio per il giocatore e per la Società. Quanto riportato sopra si riferisce al mio modo di impostare il possesso nel contesto tattico della squadra, ma il possesso di palla può vantaggiosamente essere utilizzato nel corso della stagione sportiva per migliorare i fondamentali del singolo e come completamento del lavoro organico e muscolare. Dopo queste premesse inizio a pormi una prima domanda: è possibile fare un buon possesso di palla al di là di qualsiasi sviluppo di gioco senza la "disponibilità mentale" del gruppo? La mia opinione che non si possa assolutamente prescindere da questa "disponibilità mentale". E' necessaria dunque una profonda trasformazione della mentalità dei calciatori, troppo spesso abituati a coltivare "l'orticello" della propria prestazione e a non pensare in funzione del collettivo. Si tratta cioè di operare una trasformazione a livello psicologico; solo dopo aver compiuto questo passo sarà possibile intervenire nella pratica. Ma per compiere questa trasformazione necessario che il calciatore capisca il perché di quello che fa, cioè la finalità del possesso di palla per migliorare le opportunità offensive del collettivo, rendendolo sempre più in grado di determinare l'andamento della gara. Per questo la figura dell'allenatore assume un ruolo molto importante e in particolare la maniera di porsi dell'allenatore che deve proporre e motivare e non imporre, al fine di richiamare l'attenzione dei giocatori sui particolari per abituarli ad affrontare e risolvere le varie problematiche. Da parte del giocatore deve esserci la disponibilità, l'entusiasmo, la predisposizione ad essere coinvolto. Infine, ma non ultimo l'ambiente in cui si lavora deve essere sereno, costruttivo e non certo repressivo. Se si creeranno questi presupposti sicuramente si favorirà il miglioramento sul piano "neurologico" dell'attività cosciente del giocatore che saprà esattamente cosa fare e perché; ne scaturiranno senza sforzo delle risposte automatiche alle varie situazioni di gioco. II possesso di palla nel mio metodo di gioco è visto e sviluppato soprattutto nella fase del gioco conclusivo (possesso=attacco=gioco offensivo). II protrarsi dello scambio di palla tra i miei giocatori è visto come fase "preparatoria" all'azione concludente. Questa preparazione mira a far assumere gradualmente alla squadra avversaria una posizione in campo meno idonea alla difesa, liberando l'uomo "giusto" al posto ed al momento giusto, innescando con un margine di errore minore la combinazione collettiva predisposta. Il tipo di modulo tattico da me attuato un 3-4-3 (figura 1) che non può prescindere dal possesso di palla poiché ha lo scopo di attirare i giocatori avversari in una zona del campo per poter sfruttare gli spazi che si creano in altre zone; si viene a creare una superiorità numerica che non solo vanifica gli eventuali tentativi di raddoppio della marcatura, ma permette di sviluppare in ampi spazi le varie proposte tattiche specifiche preparate per quella gara. E' evidente che il possessore del pallone avrà e dovrà sempre avere, se il collettivo si comporta in maniera coordinata, come minimo tre soluzioni per proporre un'azione, delle quali una estremamente vantaggiosa. Questa si ottiene attraverso due movimenti senza palla in diagonale di due compagni, sostenuta da un appoggio di un compagno proveniente da una diversa angolazione (figura 2); un movimento effettuato lungo direttrici perpendicolari tende viceversa a restringere gli spazi e quindi le soluzioni del gioco (figura 3). II possesso inizia sempre dal portiere il quale appoggia la palla ad uno dei tre difensori che assumono un atteggiamento tattico a triangolo con il vertice rivolto verso lui stesso. I difensori, attraverso il possesso della palla, devono possibilmente a due tocchi neutralizzare le due punte avversarie che cercano di riconquistare la palla, cioè un difensore deve superare libero con palla la linea degli attaccanti avversari oppure un difensore libero con ampio tempo di giocata. Per realizzare questa situazione di gioco necessario che tre centrocampisti salgano sulla linea mediana del campo per creare spazi, mentre il difensore esterno di sinistra si posiziona dieci metri oltre la metà campo. Una volta liberato uno dei tre difensori, si dovranno creare, ad opera dei compagni di settore, le tre soluzioni di gioco. Si pone quindi la scelta tra il marcatore di destra, il centrale oppure quello di sinistra. A) Se si libera il difensore di destra si avranno ad esempio come soluzioni: 1) corsa in diagonale verso la linea laterale di destra del centrocampista di destra. 2) Taglio del tornante all'interno di campo. 3) Appoggio sul centrocampista centrale (figura 4). B) II centrale che si libera centralmente avrà il movimento dei tre centrocampisti, due dei quali si allargheranno lateralmente per creare l'eventuale superiorità numerica di due contro uno sul centrocampista centrale avversario che eventualmente attacca la palla. C) II marcatore di sinistra avrà le sue tre soluzioni: 1) sul centrocampista laterale di sinistra con contemporaneo taglio in diagonale del centrocampista laterale. 2) Sul centrocampista centrale dopo il suo inserimento in diagonale. 3) Scarico sul laterale di sinistra che sarà sceso a prendere la palla per avere a sua volta tre nuove soluzioni (figura 5): a) partenza del laterale di sinistra lungo linea; b) scarico sul centrocampista centrale; c) scarico sul marcatore di sinistra per ripartire dalla parte opposta (figura 6) II centrocampista, di volta in volta liberato, ha come compito di girare la palla al centrocampista opposto che deve finalizzare il passaggio per le punte che si spostano con movimenti prestabiliti e cioè con incroci per chiudere l'azione o movimenti ad invito per liberare lo spazio per favorire l'inserimento del centrocampista opposto in caso di difese con modulo tattico ad uomo (figura 7). Le punte inoltre possono smarcarsi attraverso una corsa diagonale e quindi taglio nello spazio vuoto oppure con movimento di va e vieni nel caso che si affronti una squadra che adotta un modulo tattico a zona (figura 8). Preciso inoltre che si dovranno adottare variazioni delle posizioni di partenza delle punte in relazione al tipo di difesa che si dovrà affrontare. Ma la cosa importante che i dieci giocatori si spostino in maniera coordinata e nota. Un filo conduttore deve unirli, ispirarli e, se occorre, sorreggerli durante l'arco della partita. Contro una marcatura a uomo si impiegheranno preferibilmente due punte centrali e verticali, più un esterno offensivo. Contro una marcatura a zona si impiegheranno invece una punta centrale più due laterali. Qualche modifica sarà necessaria anche in relazione alle strutture e dimensioni dei vari campi di gioco, ad esempio su campo piccolo e stretto si avrà meno possesso e maggiori verticalizzazioni. Per mettere in pratica tutto questo assolutamente necessario avere una padronanza dei tempi fondamentali nell'attuale gioco organizzato ed una serenità nel fare possesso di palla che avviene attraverso continue esercitazioni che hanno le seguenti caratteristiche: 1) obiettivi chiari e precisi da raggiungere; 2) semplicità di esecuzione; 3) progressione didattica; 4) ripetitività per creare automatismi partendo dal presupposto che ascoltando si dimentica, vedendo si ricorda ma provando si capisce. Ritengo opportuno a questo punto riportare le esercitazioni che si prestano alla didattica di questo tipo di gioco e che introduco in precampionato. ESERCITAZIONI Esercitazione A: (figura 9) analitica per la comprensione del tempo e della reazione di spostamento. Quadrato di 10 metri per lato, 3 contro 1: fare girare la palla e, secondo la direzione del difensore, dare le due soluzioni. II difensore Y effettua una difesa controllata, non aggressiva, si deve spostare in modo che gli altri eseguano correttamente l'esercizio. I tre giocatori X in costruzione devono spostarsi con i tempi giusti per dare al possessore di palla due possibilità di passaggio Esercitazione B:(figura 10) passaggio corto-lungo a 3. Tre giocatori stanno in linea lungo l'asse orizzontale del campo: i due esterni A e B distano tra loro 30 metri circa, mentre l'interno sta a metà. E' C ad eseguire il primo passaggio a terra per A il quale lancia sopra la testa di C, B riceve e passa a C che gli restituisce la palla a terra pronta da calciare. Allora B sorvolando C lancia A e cos via di seguito. L'esercizio deve essere eseguito di prima. Lo scopo di far capire l'importanza della cinestesi (sensibilità di palla) sia nel passaggio breve su palla aerea, sia nel passaggio di ritorno preparatorio per un immediato rilancio. Esercitazione C: (figura 11). Quadrato di 10 metri per lato, 4 contro 2: tre squadre di due giocatori ciascuna con colori diversi fanno possesso all'interno del quadrato. La squadra che si fa intercettare il passaggio cambia e va alla conquista. Non mantenere gli stessi posti. Partenza a tocco libero per poi arrivare a tre-due tocchi gradualmente. Esercitazione D: (figura 12). Rettangolo di 20 metri per 30, 6 contro 3 come sopra. Metà campo esclusa l'area a due squadre: fare dieci passaggi consecutivi. Lo scopo e quello dello smarcamento continuo e della ricerca delle tre soluzioni preventivate. Dopo questa prima fase vengono introdotte alcune esercitazioni che sviluppano la psicocinesi e cioè: a) metà campo, squadra divisa in due gruppi di colore diverso. Tutti i calciatori si passano la palla con obbligo di passaggio di prima al compagno con casacca di colore diverso. E' vietato il passaggio di ritorno allo stesso. b) Come l'esercizio precedente con la variante che il passaggio al compagno con casacca di colorediverso avviene dopo uno scambio con un compagno con lo stesso colore. c) Come il precedente con variante che lo scambio con il compagno deve essere lungo. Mentre la palla in volo si eseguono movimenti in appoggio a compagno che sta per ricevere, sempre tenendo conto dell'ampiezza degli spazi a disposizione. d) Come sopra ma mentre la palla in volo tutta la squadra esegue movimenti tali che il possessore abbia soluzione di appoggio corto e di appoggio lungo. e) Dentro un quadrato 8 contro 6 con una sola soluzione per il passaggio: chi è marcato deve stare fermo, mentre il giocatore non é marcato deve farsi vedere, occupare cioè spazi liberi. Le marcature vengono cambiate durante il gioco (figura 13). Per concludere vengono introdotte esercitazioni finalizzate all'acquisizione dei tempi: A) A conduce e chiede uno scambio "uno/due" con B che manda a C che deve prendere il tempo giusto (figura 14). B) A verticalizza su B che scarica su C che manda a D. D deve prendere i tempi giusti (figura 15). Ora si potrà iniziare il possesso di palla vero e proprio con tre regole ben precise: 1 ) il possessore di palla deve sempre avere tre soluzioni in appoggio, due diagonali e una verticale (figura 16). 2) Quando si riceve con spalle alla porta avversaria si restituisce la palla sempre dietro. 3) Passando dalla fase di non possesso a quella di riconquista, una volta raggiunto questo scopo, la palla conquistata deve essere ceduta nel più breve tempo ad un compagno (più che conquistare non si può). Si deduce da queste personalissime regole che per la regola 1, se il possessore scarica su un compagno in diagonale, immediatamente si deve ricostruire la stessa situazione. Questa regola è imposta per l'organizzazione dei tempi e della lettura spazio-temporale della situazione, da parte dei compagni del neopossessore. Se il possessore scarica sul centrale, si innesca la regola 2 con obbligo di restituzione della palla al trasmettitore che dovrà cercare il quarto compagno che partirà nello spazio libero. Per quanto riguarda la regola 3, risulta evidente la necessità per colui che riconquista la palla di trovare subito lo scarico su un compagno che va a sostegno per innescare di nuovo la regola 1. I principali errori che emergono nelle prime verifiche sono la scarsa abitudine a creare spazi, la corsa in direzione del possessore di palla, la scarsa tendenza spalle alla porta a scaricare sul compagno e a propria volta di farsi trovare di scarico; si eseguono spesso passaggi orizzontali, vi una ricerca a volte insistita del dribbling nel tentativo di mettersi in evidenza come singolo. Vi è una scarsa abitudine a pensare, si pensa solo a giocare, c'è carenza di "cultura" calcistica ed una scarsa disponibilità ad acquisirla. Ma posso dire di aver constatato, giorno dopo giorno, che i miglioramenti sono costanti ed evidenti non solo ai miei occhi, ma anche gli stessi giocatori se ne rendono conto iniziando a sentirsi protagonisti attivi di situazioni importanti. Una volta realizzato un ottimo possesso di palla, ci si rende conto di avere maggiori possibilità di scelta, potendo dare poi libero sfogo alle proprie caratteristiche e capacità creative ed interpretative. A volle si vedono i grandi giocatori usare mezzi semplici per ottenere grandi risultati, a dimostrazione del fatto che non tanto importante eseguire, quanto scegliere e valutare quando eseguire al di l delle capacità tecniche individuali. Tutto ci si apprende acquisendo la capacità di dare risposte a situa/ioni sempre diverse. Questa continua verifica cosciente fra causa ed effetto crea l'abilità tattica. La fase successiva sarà la stabilizzazione di questa capacità in modo da rendere le risposte sempre più sicure, precise e rapide. L'uso ripetitivo dei concetti consente la loro interiorizzazione e memorizzazione. Solo dopo aver acquisito la sensibilità di riconoscere i propri automatismi, il giocatore li potrà modificare in funzione dello scopo da raggiungere. Per questo non parlo mai di schemi ma sempre di proposte, poiché dissento con chi parla di spersonalizzazione del giocatore, mentre invece credo che sia utile aiutarlo nelle varie interpretazioni attraverso l'aumento delle sue conoscenze. Negli ultimi otto anni ho sempre avuto la fortuna di avere a disposizione giocatori e gruppi estremamente disponibili che mi hanno permesso di arricchirmi sul piano personale, sia tecnico che umano. Ma questa continua stagione di lavoro mi ha soprattutto dato la convinzione che se si riuscir a dare ancora alle nuove leve la voglia di giocare, sicuramente si preparerà un terreno fertile per far maturare non solo i risultati, ma anche lo spettacolo.

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